Lorenzo Da Ponte:
il genio che ha rivoluzionato il Melodramma
Esiste un prima e un dopo Lorenzo Da Ponte nella storia dell’opera. Nato a Ceneda (oggi Vittorio Veneto) nel 1749, Emanuele Conegliano – che assunse il nome del vescovo che lo battezzò – non è stato solo un librettista, ma un visionario capace di trasformare la letteratura in vita pulsante, ritmo e azione teatrale.
Il nome di Da Ponte è indissolubilmente legato a quello di Wolfgang Amadeus Mozart. Dalla loro collaborazione è nata la “Trilogia Italiana” (Le Nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte), l’apice assoluto del teatro musicale di ogni tempo. Se Mozart ha dato a queste opere l’immortalità della musica, Da Ponte ha fornito loro l’anima: una struttura drammaturgica perfetta, dove l’ironia si mescola alla malinconia e la satira sociale si fonde con l’indagine psicologica.
Prima di Da Ponte, i personaggi dell’opera erano spesso archetipi distanti. Con lui, sul palco salgono uomini e donne reali: nobili decadenti, servi astuti, amanti feriti e sognatori. Il suo genio risiede nella capacità di tessere trame dove il linguaggio è moderno, agile e intriso di una profonda comprensione delle debolezze umane. In ogni suo verso vibra il desiderio di libertà, il gioco del travestimento e la ricerca della verità, elementi che rendono le sue opere, ancora oggi, specchi fedeli della nostra società.
La vita di Lorenzo Da Ponte è stata essa stessa un’opera lirica. Dalle calli di una Venezia libertina alla corte imperiale di Vienna, dalle nebbie di Londra fino alle strade di una New York nascente, dove divenne il primo professore di letteratura italiana alla Columbia University. Da Ponte è stato un ambasciatore della cultura italiana nel mondo, un ponte vivente tra l’Europa dei lumi e il nuovo continente.Il Festival Il Da Ponte Opera Festival nasce per onorare questo legame indissolubile con la sua terra d’origine. Celebrare le sue opere a Vittorio Veneto significa riportare il genio nel luogo in cui tutto ha avuto inizio. Attraverso la messa in scena della trilogia e il sostegno ai nuovi talenti, il Festival non si limita a ricordare il passato, ma mantiene viva l’eredità di un uomo che ha insegnato al mondo come la parola, quando incontra la musica, possa diventare eterna.
17491749 – 1773: le origini e la metamorfosi Nato nel ghetto ebraico di Ceneda (Vittorio Veneto) come Emanuele Conegliano, la sua vita cambia drasticamente nel 1763 quando, insieme alla famiglia, si converte al cattolicesimo assumendo il nome del vescovo protettore: Lorenzo Da Ponte. Nonostante una natura ribelle e la totale mancanza di vocazione, intraprende la carriera ecclesiastica per necessità economica, venendo ordinato sacerdote nel 1773.
- 1773 – 1779: gli anni veneziani e lo scandalo1773

Trasferitosi a Venezia, Da Ponte si immerge nella vita libertina della laguna, tra gioco d’azzardo e amori proibiti, diventando amico intimo di Giacomo Casanova. La sua carriera di insegnante a Treviso si interrompe bruscamente a causa delle sue idee illuministe e "sovversive" ispirate a Rousseau. Nel 1779, travolto da accuse di immoralità e intrighi politici, viene bandito dalla Serenissima e fugge verso l’Impero asburgico.
17811781 – 1791: il decennio d’oro a ViennaÈ nella Vienna di Giuseppe II che il genio di Da Ponte fiorisce. Nominato "Poeta dei Teatri Imperiali", incontra Wolfgang Amadeus Mozart. Da questo sodalizio nasce la trilogia che ha cambiato la storia della musica: "Le Nozze di Figaro" (1786), "Don Giovanni" (1787) e "Così fan tutte" (1790). Con la morte dell’Imperatore e l’ascesa di nuovi rivali (tra cui Salieri), Da Ponte perde il favore della corte e, nel 1791, è costretto a lasciare la capitale.
- 1792 – 1805: l’intermezzo londinese1792

A Trieste incontra Nancy Grahl, la compagna di una vita. Insieme approdano a Londra, dove Lorenzo lavora come librettista al King’s Theatre e apre una libreria italiana. Tuttavia, la sua cronica incapacità di gestire le finanze e una serie di garanzie bancarie imprudenti lo trascinano nel baratro dei debiti. Per evitare la prigione, nel 1805 decide di compiere il passo più audace: imbarcarsi per l’America.
18051805 – 1838: il pioniere del Nuovo MondoNegli Stati Uniti, Da Ponte si reinventa ancora: è droghiere, distillatore e commerciante, prima di tornare alla sua vera vocazione. Diventa il primo Professore di Italiano alla Columbia University, diffondendo la lingua di Dante e la cultura europea a New York. Il suo ultimo grande sogno è portare l’Opera italiana in America: nel 1826 promuove la prima di "Don Giovanni" a New York e nel 1833 contribuisce alla costruzione dell'Italian Opera House.
- L’eredità immortale1838

Lorenzo Da Ponte muore a New York nel 1838 a 89 anni. Sebbene la sua tomba sia andata perduta, la sua voce risuona eterna ogni volta che il sipario si alza su un suo capolavoro. Oggi, il Da Ponte Opera Festival celebra questo "ragazzo del ghetto" che, fuggendo da tutto, ha finito per conquistare l'immortalità.






